lunedì 7 aprile 2014

06-04-2014 "CAPRAIA WILD TRAIL" by Silvia

Questo week-end Maurizio, Duccio ed io abbiamo rappresentato il Gruppo al “CAPRAIA WILD TRAIL”.












         









Con noi c’erano anche Filippo e Giacomo dello “Zero positivo”, ma già sul traghetto all’andata le facce note erano la maggioranza dei partecipanti.






Prima gara il sabato pomeriggio: “Capraia Wild Child Trail”, 40 giovani trailers si sono impegnati su un percorso di 2 km molto tecnico. Fantastico vedere l’ansia da prestazione pre-gara, l’attenzione nel posizionare il pettorale e le facce sudate ma sorridenti a fine gara di tutti questi bambini!


Un applauso allorganizzazione per questa idea così coinvolgente.
E la domenica mattina…..l’ambita gara.

Ci aspettavano 20 km di trail in completa autonomia con tratti molto tecnici e anche difficili. 
Brogioni, l’organizzatore, più volte si è raccomandato di correre facendo attenzione!
Partenza puntuale alle ore 9 dal porto di Capraia sotto un cielo nuvoloso.

Maurizio è partito tra i top runners, mentre Duccio ed io siamo rimasti a metà gruppo e per un po’ abbiamo corso insieme.
Subito in salita verso il paese che abbiamo attraversato ammirandone scorci bellissimi. Usciti dal paese, un fiume colorato (eravamo quasi 300!!!) ha invaso i sentieri dell’isola.




E l’isola ha dato il meglio di sé: pochissimi alberi, una rigogliosa e varia macchia mediterranea coperta di fiori e tanto profumata,insenature, rocce e un mare molto invitante.

Pochi km di strade carrabili e tanti km di single-track tra rocce, terra rossa, poco fango, rami che in alcuni punti nascondevano addirittura il sentiero, uno stagno.. Fantastica!!
Una bella e panoramica serie di Sali e scendi e poi, al 9° km, la salita “spacca-gambe” che ci ha permesso di ammirare l’isola da uno dei punti più alti.

Ancora alcuni Sali e scendi e via l’ultima salita. E qui, al 14° km, è finita la mia gara: mentre superavo delle rocce , sono scivolata e ho urtato il torace.
Non sono riuscita più a correre, ho camminato per i restanti 6 km cercando di godermi il paesaggio dato che era uscito anche il sole, ma la strada non finiva più e non stavo molto bene. Sono arrivata al traguardo superata da tutti!!
Peccato, un vero peccato! L’ultimo tratto in discesa vista porto e paese passava accanto a costruzioni dismesse con una loro storia che non ho apprezzato.
Comunque l’ho finita in 4 ore mentre Maurizio e Duccio sono arrivati insieme poco sopra le 3 ore.
Adesso sono qui a casa a scrivere questo post con una costola fratturata!! Che rabbia!
Tanto lo so, mi conosco: il prossimo anno ci ritorno!!!
Silvia

domenica 6 aprile 2014

6 aprile 2014 - "XXXI HALF MARATHON FIRENZE" la corsa vista da Tiziana

Ci siamo, ritrovo alle 8 al Niccheri dove siamo solo in 4, il resto è andato ognuno per conto suo il ritrovo ufficiale è per la foto alle 8.45 sulla scalinata di Santa Croce.


Cielo coperto, inizialmente la temperatura era fresca, eravamo in tanti 20 per la Mezza più qualche altro per la 10 km… mancava purtroppo la Grazia influenzata il Forconi che è stato a girare in tondo come le trottole e qualcun altro, la Milena invece ha optato per il servizio: consegna pettorali e pacchi.

I numeri parlano da soli, quest’anno hanno chiuso prima le iscrizioni per il raggiungimento del limite massimo… ben 2.135 atleti di cui…. ahimè 1.724 uomini e solo 411 donne, mi sembra che il settore femminile andrebbe incoraggiato a partecipare alle gare invece di passare la domenica ai fornelli.

In alcuni tratti, specie sul Lungarni era come vedere una fiume di gente che correva parallela all’Arno, tutta colorata unita da una sola grande passione LA CORSA, senza barriere di razza, sesso, religione o status sociale, un’immagine da mozzare il fiato.
Per me è la seconda Mezza Maratona dopo Scandicci, conclusa in 1’53”58, l’intenzione era di stare con i Pace Maker del gruppo di 1’50 ma è stato impossibile! Alla partenza ho cercato subito di andare veloce, (impresa ardua dato che sono lenta il primo chilometro), passato il ponte delle Grazie ho superato i palloncini di 1’55” dopodiché non ho più visto un Pace Maker, volatizzati nel nulla, non ho ben capito a che velocità andassero ma di certo non hanno rispettato il limite ma non mi sono scoraggiata, ho tenuto duro e passo dopo passo, godendomi la bellissima Firenze con il suo Duomo, i Lungarni, Ponte Vecchio…. penso, che viviamo nella città più bella che ci sia, poi gli applausi e gli incitamenti dei tanti turisti che abbiamo incontrato sono stati di aiuto.
L’organizzazione è stata ottima sia per i volontari che fermavano il traffico sia per i ristori sempre ben forniti, all’inizio ne ho fatti 3: thè più banana, acqua e sali ma visto che mi fanno perdere tempo (non riesco a bere mentre corro) ho saltato gli ultimi usando solo le spugnature da prendere al volo che ho trovato ottime.
Quando ho passato il Ponte Vecchio ho cercato di allungare e all’arrivo sotto quell’arco tanto agognato eravamo veramente in tanti, chiusa in 1’52”22… la medaglia era così pesa che non sono riuscita a portarla… mi sbilanciava troppo! Ottimi anche i tempi, in generale sono stati più bassi qui che a Scandicci. Valuteremo poi con l’esperienza io è da poco che corro seriamente ma da qui alla fine dell’anno l’intenzione di farne altre c’è.
Auguro a tutti un meritato riposo in attesa delle prossime gare.

Tiziana




lunedì 31 marzo 2014

30 marzo 2014 - "CORRI ALLA ROMOLA" la corsa vista da Furio

CORRI ALLA ROMOLA

L’ultima volta che ho scritto una cosa per Stefano (attuale segretario della società, ma anche mio vecchio compagno di banco a scuola – carramba!) si trattava di una ricerca su La vita di Galileo di Bertolt Brecht, in quarta ragioneria, per la nostra profe d’Italiano Violetta De Filippo, un’insegnante non vedente che ci ha insegnato a vedere.
Evidentemente è un segno perché come la Terra del buon vecchio Galileo così il podista, nel suo piccolo, Eppur si muove!
È lui che in settimana ci ha chiamati uno a uno (Stefano, non Galileo).
«Devi venire, Non puoi mancare domenica, devi essere la mia "spalla". 
La tua presenza è necessaria: Occorri alla Romola!»
Ecco il vero nome della corsa, allora.
Anche se, diciamolo, era dura, e su qualche salita sono stato lì lì per chiedere l’intervento dell’ambulanza rischiando di trasformare la gara in un più adeguato Soccorri alla Romola.


La giornata è splendida e, in un mondo perfetto, saremmo andati tutti a Baratti ma, tant’è, ormai c’eravamo inguaiati in questa avventura corridora e ci siamo dovuti accontentare di questa Buca delle Fate di noattri che era il bel percorso saliscendi tra cespugli di scope e maestosi pini.
Li avete visti i pini o eravate troppo impegnati a non schiattare? Io non li ho visti, ma ho letto sul volantino che c’erano, perché non crederci?
Quanto alla gara e all’infelice scelta del giorno post ora legale, si vedeva che parecchi risentivano di questo simil jetleg o, comunque, l’hanno usato come scusa (i più scafati hanno invece addotto cene del sabato sera a base di cinghiale) per giustificare prestazioni ancora non proprio da primato.
La mia personale sfida invece mi rivede contrapposto ad uno zio della mia prima gestione matrimoniale: lo zio Carlo. Il temibilissimo Carlo B., un categoria oro che lèvati!, corre per la Polisportiva Nave ma, a parte questo, è il mio obiettivo di riferimento. Mi aveva dato le paghe nella nostra gara a Grassina e poi di nuovo all’Oltrarno dopo avermi illuso rimanendomi alle spalle per dieci chilometri.
Solo al trofeo della Nave l’avevo preceduto al traguardo, ma solo perché lui era di servizio.
La Romola poteva essere la volta buona per lasciarmelo alle spalle. Lo vedo dalle parti della punzonatura e provo ad intimidirlo con una stretta mortale al collo buttando là una battuta, ma niente, è una roccia.
Lo sparo, o quel che era, si parte!


Non lo vedo lo zio Carlo e sto ben attento a non farmi superare. Ogni volta che noto con la coda dell’occhio affiancarsi una maglia biancoverde temo il sorpasso fatale, ma tengo botta. Al rifornimento trangugio tè e spicchi d’arancia senza quasi fermarmi, lo zio Carlo figuriamoci se s’alimenta in gara.
Lungo il percorso, i tranci di verde Toscana che puoi affettare con lo sguardo sono mirabili e fantastici anche se non possono, ahimè, competere con gli impianti semaforici lampeggianti, le rotonde, l’asfalto grezzo, i casermoni e la tremolante linea verdolina da calpestare della recente Mezza di Scandicci.
Dopo il mangiaebevi per i boschi torna la strada bianca e poi di nuovo la strada e gli ultimi due chilometri di discesa, mollo gli ormeggi e mi butto giù a capofitto, nessuno può superarmi, è fatta, penso.

L’ultimo falsopiano e poi l’arrivo. Segna segna, amico, sono il 794, 7 9 e 4, bravo. Sospiro di sollievo, mi dirigo al rifocillo.
Però manca poco svengo, lo zio Carlo mi sta venendo incontro e ha già un bicchiere in mano e la crostata in bocca.


Furio

lunedì 24 marzo 2014

"VALLI ETRUSCHE TRAIL" by Silvia - 23 marzo 2014

Domenica 23 Marzo ho preso parte alla 1° edizione del ”VALLI ETRUSCHE TRAIL”,  un bel trail di 47 km che si è svolto tra Castiglion Fiorentino e Cortona.
Mi avevano avvertita che l’organizzazione aveva scelto di rendere la gara impegnativa fin dai primi km e difatti così è stato. A renderla ancor più impegnativa, ci si è messo anche il tempo: pioggia, vento,nebbia, grandine e poco, ma poco sole.
Partenza alle ore 8, sotto un bel temporale, da un ristorante in località Santa Cristina base logistica della corsa.
3 km di pianura e poi la prima lunga salita. Una salita veramente impegnativa, fangosa, a rischio caduta che non finiva mai! Quante volte ho pensato: -Ma chi me lo ha fatto fare?-
Primo rifornimento al 12° km alla fine dell’ascesa. Lì ci siamo separati dai concorrenti della 27 km.
In quota eravamo in mezzo alla nebbia, al vento e faceva anche freddo!! Sembrava dicembre!!!
Poi una bella discesa tecnica di 4 km che ci ha portati alla base della 2° salita, anche questa molto dura, più corta della precedente che si è svolta tra sentieri e strade bianche.
Dal 20° km mi sono goduta un bellissimo paesaggio lungo il crinale: a sinistra in lontananza il lago Trasimeno, a destra la Val di Chio. Peccato per il vento che era veramente forte.
Discesa non facile su terreno fangoso che ho dovuto affrontare con molta prudenza perché le gambe non erano tanto reattive.
Successivo passaggio dentro il centro storico di Cortona finalmente sotto il sole! Abbiamo percorso anche un lungo tratto della Via Crucis, appunto.
Uscita da Cortona, ho trovato lo stesso volontario che durante la Ronda Ghibellina aveva detto a Maurizio Del Lungo che non c’erano più salite. A me ha detto:- Vai tranquilla, ci sono ancora tanti km, ma solo discesa e sali/scendi-. Giuro che se lo ritrovo, lo ammazzo!!!!
Difatti c’erano 4 km di Sali/scendi, ma poi l’ultima durissima salita dal 36° al 40° km! Sentieri, prati, oliveti, zone fangose a rischio scivolone, arrampicate sorreggendosi ad arbusti… Ma si, va benissimo cosi!!!
Al 45° km, quando tutto doveva volgere al termine, un rifornimento. Mi è venuto un dubbio: perché un ristoro a soli 2 km dal termine? Sorpresa!! Errore nella tracciatura del percorso: ancora 5 km!
Per fortuna la salita era poca e l’ultima discesa facile e corribile.
Arrivo sotto la pioggia dopo 50 km!!
Una bella gara sia per il percorso che per il paesaggio. Ottima l’organizzazione soprattutto per essere la prima edizione. Mi dispiace di non aver fatto foto, ma il tempaccio mi ha scoraggiata e ho lasciato la fotocamera in auto.
Un vero peccato! Rimedierò il prossimo anno !

Silvia