... Tanti Auguri di Buona Pasqua ...
Il podismo è anche uno stile di vita, non soltanto una disciplina sportiva: il correre rappresenta una crescita interiore, un misurarsi con se stessi, tornare a casa stanchi ma consapevoli di aver raggiunto un obiettivo, avere dentro lo spirito gioioso del faticare. Con questo blog intendiamo avvicinare le persone al nostro sport o al nostro gruppo, certi che chiunque lo farà, non avrà sicuramente modo di pentirsene.
venerdì 18 aprile 2014
lunedì 7 aprile 2014
06-04-2014 "CAPRAIA WILD TRAIL" by Silvia
Questo week-end Maurizio, Duccio ed io
abbiamo rappresentato il Gruppo al “CAPRAIA WILD TRAIL”.



Con noi c’erano anche Filippo e Giacomo dello “Zero positivo”, ma già sul traghetto all’andata le facce note erano la maggioranza dei partecipanti.
Prima gara il sabato pomeriggio: “Capraia Wild Child Trail”, 40 giovani trailers si sono impegnati su un percorso di 2 km molto tecnico. Fantastico vedere l’ansia da prestazione pre-gara, l’attenzione nel posizionare il pettorale e le facce sudate ma sorridenti a fine gara di tutti questi bambini!
Un applauso allorganizzazione per
questa idea così coinvolgente.
E la domenica mattina…..l’ambita
gara.
Ci aspettavano 20 km di trail in
completa autonomia con tratti molto tecnici e anche difficili.
Brogioni, l’organizzatore, più volte si è raccomandato di correre
facendo attenzione!
Partenza puntuale alle ore 9 dal porto
di Capraia sotto un cielo nuvoloso.
Maurizio è partito tra i top runners,
mentre Duccio ed io siamo rimasti a metà gruppo e per un po’
abbiamo corso insieme.
Subito in salita verso il paese che
abbiamo attraversato ammirandone scorci bellissimi. Usciti dal paese,
un fiume colorato (eravamo quasi 300!!!) ha invaso i sentieri
dell’isola.
E l’isola ha dato il meglio di sé:
pochissimi alberi, una rigogliosa e varia macchia mediterranea
coperta di fiori e tanto profumata,insenature, rocce e un mare molto
invitante.
Pochi km di strade carrabili e tanti km
di single-track tra rocce, terra rossa, poco fango, rami che in
alcuni punti nascondevano addirittura il sentiero, uno stagno..
Fantastica!!
Una bella e
panoramica serie di Sali e scendi e poi, al 9° km, la salita
“spacca-gambe” che ci ha permesso di ammirare l’isola da uno
dei punti più alti.
Ancora alcuni
Sali e scendi e via l’ultima salita. E qui, al 14° km, è finita
la mia gara: mentre superavo delle rocce , sono scivolata e ho urtato
il torace.
Non sono
riuscita più a correre, ho camminato per i restanti 6 km cercando di
godermi il paesaggio dato che era uscito anche il sole, ma la strada
non finiva più e non stavo molto bene. Sono arrivata al traguardo
superata da tutti!!
Peccato, un vero
peccato! L’ultimo tratto in discesa vista porto e paese passava
accanto a costruzioni dismesse con una loro storia che non ho
apprezzato.
Comunque l’ho
finita in 4 ore mentre Maurizio e Duccio sono arrivati insieme poco
sopra le 3 ore.
Adesso sono qui
a casa a scrivere questo post con una costola fratturata!! Che rabbia!
Tanto lo so, mi
conosco: il prossimo anno ci ritorno!!!
Silvia
domenica 6 aprile 2014
6 aprile 2014 - "XXXI HALF MARATHON FIRENZE" la corsa vista da Tiziana
Ci siamo, ritrovo alle 8 al Niccheri dove siamo solo in 4, il resto è andato ognuno per conto suo il ritrovo ufficiale è per la foto alle 8.45 sulla scalinata di Santa Croce.
Cielo coperto, inizialmente la temperatura era fresca, eravamo in tanti 20 per la Mezza più qualche altro per la 10 km… mancava purtroppo la Grazia influenzata il Forconi che è stato a girare in tondo come le trottole e qualcun altro, la Milena invece ha optato per il servizio: consegna pettorali e pacchi.
I numeri parlano da soli, quest’anno hanno chiuso prima le iscrizioni per il raggiungimento del limite massimo… ben 2.135 atleti di cui…. ahimè 1.724 uomini e solo 411 donne, mi sembra che il settore femminile andrebbe incoraggiato a partecipare alle gare invece di passare la domenica ai fornelli.
In alcuni tratti, specie sul Lungarni era come vedere una fiume di gente che correva parallela all’Arno, tutta colorata unita da una sola grande passione LA CORSA, senza barriere di razza, sesso, religione o status sociale, un’immagine da mozzare il fiato.
Per me è la seconda Mezza Maratona dopo Scandicci, conclusa in 1’53”58, l’intenzione era di stare con i Pace Maker del gruppo di 1’50 ma è stato impossibile! Alla partenza ho cercato subito di andare veloce, (impresa ardua dato che sono lenta il primo chilometro), passato il ponte delle Grazie ho superato i palloncini di 1’55” dopodiché non ho più visto un Pace Maker, volatizzati nel nulla, non ho ben capito a che velocità andassero ma di certo non hanno rispettato il limite ma non mi sono scoraggiata, ho tenuto duro e passo dopo passo, godendomi la bellissima Firenze con il suo Duomo, i Lungarni, Ponte Vecchio…. penso, che viviamo nella città più bella che ci sia, poi gli applausi e gli incitamenti dei tanti turisti che abbiamo incontrato sono stati di aiuto.
L’organizzazione è stata ottima sia per i volontari che fermavano il traffico sia per i ristori sempre ben forniti, all’inizio ne ho fatti 3: thè più banana, acqua e sali ma visto che mi fanno perdere tempo (non riesco a bere mentre corro) ho saltato gli ultimi usando solo le spugnature da prendere al volo che ho trovato ottime.
Quando ho passato il Ponte Vecchio ho cercato di allungare e all’arrivo sotto quell’arco tanto agognato eravamo veramente in tanti, chiusa in 1’52”22… la medaglia era così pesa che non sono riuscita a portarla… mi sbilanciava troppo! Ottimi anche i tempi, in generale sono stati più bassi qui che a Scandicci. Valuteremo poi con l’esperienza io è da poco che corro seriamente ma da qui alla fine dell’anno l’intenzione di farne altre c’è.
Auguro a tutti un meritato riposo in attesa delle prossime gare.
Tiziana
lunedì 31 marzo 2014
30 marzo 2014 - "CORRI ALLA ROMOLA" la corsa vista da Furio
CORRI
ALLA ROMOLA
L’ultima
volta che ho scritto una cosa per Stefano (attuale segretario della
società, ma anche mio vecchio compagno di banco a scuola –
carramba!) si trattava di una ricerca su La vita di Galileo di
Bertolt Brecht, in quarta ragioneria, per la nostra profe d’Italiano
Violetta De Filippo, un’insegnante non vedente che ci ha insegnato
a vedere.
Evidentemente
è un segno perché come la Terra del buon vecchio Galileo così il
podista, nel suo piccolo, Eppur si muove!
È
lui che in settimana ci ha chiamati uno a uno (Stefano, non Galileo).
«Devi
venire, Non puoi mancare domenica, devi essere la mia "spalla".
La tua presenza è necessaria: Occorri
alla Romola!»
Ecco
il vero nome della corsa, allora.
Anche
se, diciamolo, era dura, e su qualche salita sono stato lì lì per
chiedere l’intervento dell’ambulanza rischiando di trasformare la
gara in un più adeguato Soccorri
alla Romola.
La
giornata è splendida e, in un mondo perfetto, saremmo andati tutti a
Baratti ma, tant’è, ormai c’eravamo inguaiati in questa
avventura corridora e ci siamo dovuti accontentare di questa Buca
delle Fate di noattri che era il bel percorso saliscendi tra cespugli
di scope e maestosi pini.
Li avete visti i pini o eravate troppo impegnati a non schiattare? Io non li ho visti, ma ho letto sul
volantino che c’erano, perché non crederci?
Quanto
alla gara e all’infelice scelta del giorno post ora legale, si
vedeva che parecchi risentivano di questo simil jetleg o, comunque,
l’hanno usato come scusa (i più scafati hanno invece addotto cene
del sabato sera a base di cinghiale) per giustificare prestazioni
ancora non proprio da primato.
La
mia personale sfida invece mi rivede contrapposto ad uno zio della
mia prima gestione matrimoniale: lo zio Carlo. Il temibilissimo Carlo
B., un categoria oro che lèvati!, corre per la Polisportiva Nave ma,
a parte questo, è il mio obiettivo di riferimento. Mi aveva dato le
paghe nella nostra gara a Grassina e poi di nuovo all’Oltrarno dopo
avermi illuso rimanendomi alle spalle per dieci chilometri.
Solo
al trofeo della Nave l’avevo preceduto al traguardo, ma solo perché
lui era di servizio.
La
Romola poteva essere la volta buona per lasciarmelo alle spalle. Lo
vedo dalle parti della punzonatura e provo ad intimidirlo con una
stretta mortale al collo buttando là una battuta, ma niente, è una
roccia.
Lo
sparo, o quel che era, si parte!
Non
lo vedo lo zio Carlo e sto ben attento a non farmi superare. Ogni
volta che noto con la coda dell’occhio affiancarsi una maglia
biancoverde temo il sorpasso fatale, ma tengo botta. Al rifornimento
trangugio tè e spicchi d’arancia senza quasi fermarmi, lo zio
Carlo figuriamoci se s’alimenta in gara.
Lungo
il percorso, i tranci di verde Toscana che puoi affettare con lo
sguardo sono mirabili e fantastici anche se non possono, ahimè,
competere con gli impianti semaforici lampeggianti, le rotonde,
l’asfalto grezzo, i casermoni e la tremolante linea verdolina da
calpestare della recente Mezza di Scandicci.
Dopo
il mangiaebevi per i boschi torna la strada bianca e poi di nuovo la
strada e gli ultimi due chilometri di discesa, mollo gli ormeggi e mi
butto giù a capofitto, nessuno può superarmi, è fatta, penso.
L’ultimo
falsopiano e poi l’arrivo. Segna segna, amico, sono il 794, 7 9 e
4, bravo. Sospiro di sollievo, mi dirigo al rifocillo.
Però
manca poco svengo, lo zio Carlo mi sta venendo incontro e ha già un
bicchiere in mano e la crostata in bocca.
Furio
lunedì 24 marzo 2014
"VALLI ETRUSCHE TRAIL" by Silvia - 23 marzo 2014
Domenica 23 Marzo ho preso parte alla 1° edizione del ”VALLI
ETRUSCHE TRAIL”, un bel trail di 47 km
che si è svolto tra Castiglion Fiorentino e Cortona.
Mi avevano avvertita che l’organizzazione aveva scelto di
rendere la gara impegnativa fin dai primi km e difatti così è stato. A renderla
ancor più impegnativa, ci si è messo anche il tempo: pioggia, vento,nebbia,
grandine e poco, ma poco sole.
Partenza alle ore 8, sotto un bel temporale, da un
ristorante in località Santa Cristina base logistica della corsa.
3 km di pianura e poi la prima lunga salita. Una salita
veramente impegnativa, fangosa, a rischio caduta che non finiva mai! Quante
volte ho pensato: -Ma chi me lo ha fatto fare?-
Primo rifornimento al 12° km alla fine dell’ascesa. Lì ci
siamo separati dai concorrenti della 27 km.
In quota eravamo in mezzo alla nebbia, al vento e faceva
anche freddo!! Sembrava dicembre!!!
Poi una bella discesa tecnica di 4 km che ci ha portati alla
base della 2° salita, anche questa molto dura, più corta della precedente che
si è svolta tra sentieri e strade bianche.
Dal 20° km mi sono goduta un bellissimo paesaggio lungo il
crinale: a sinistra in lontananza il lago Trasimeno, a destra la Val di Chio.
Peccato per il vento che era veramente forte.
Discesa non facile su terreno fangoso che ho dovuto
affrontare con molta prudenza perché le gambe non erano tanto reattive.
Successivo passaggio dentro il centro storico di Cortona
finalmente sotto il sole! Abbiamo percorso anche un lungo tratto della Via
Crucis, appunto.
Uscita da Cortona, ho trovato lo stesso volontario che
durante la Ronda Ghibellina aveva detto a Maurizio Del Lungo che non c’erano
più salite. A me ha detto:- Vai tranquilla, ci sono ancora tanti km, ma solo
discesa e sali/scendi-. Giuro che se lo ritrovo, lo ammazzo!!!!
Difatti c’erano 4 km di Sali/scendi, ma poi l’ultima
durissima salita dal 36° al 40° km! Sentieri, prati, oliveti, zone fangose a
rischio scivolone, arrampicate sorreggendosi ad arbusti… Ma si, va benissimo
cosi!!!
Al 45° km, quando tutto doveva volgere al termine, un
rifornimento. Mi è venuto un dubbio: perché un ristoro a soli 2 km dal termine?
Sorpresa!! Errore nella tracciatura del percorso: ancora 5 km!
Per fortuna la salita era poca e l’ultima discesa facile e
corribile.
Arrivo sotto la pioggia dopo 50 km!!
Una bella gara sia per il percorso che per il paesaggio.
Ottima l’organizzazione soprattutto per essere la prima edizione. Mi dispiace
di non aver fatto foto, ma il tempaccio mi ha scoraggiata e ho lasciato la
fotocamera in auto.
Un vero peccato! Rimedierò il prossimo anno !
Silvia
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