Il podismo è anche uno stile di vita, non soltanto una disciplina sportiva: il correre rappresenta una crescita interiore, un misurarsi con se stessi, tornare a casa stanchi ma consapevoli di aver raggiunto un obiettivo, avere dentro lo spirito gioioso del faticare. Con questo blog intendiamo avvicinare le persone al nostro sport o al nostro gruppo, certi che chiunque lo farà, non avrà sicuramente modo di pentirsene.
sabato 26 ottobre 2013
lunedì 21 ottobre 2013
"Chianti Trail: e sai cosa vedi (ma non sai cosa soffri...)" by Michele
“...e buongiorno anche agli amici di Grassina...”
Per il resto, ordinaria amministrazione, ultima discesa a ritmo agile, ultima salita a ritmo cadavere e ultimo Km a ritmo splendido, con il quale mi sono presentato sul traguardo a braccio alzato e sorriso smagliante (lo so, era finto, ma il pubblico mica lo sapeva?).L'ultima sorpresa me la fa il telecronista che al mio taglio del traguardo esclama “ed ecco sul traguardo Michele Olimpi” fra gli sguardi stupidi del pubblico che si chiedeva, “ma chi cavolo è questo Michele Olimpi?”
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Michele
E' così che il telecronista, Stefano Giovannetti, ci accoglie mentre appena scesi dall'autobus, ci accingiamo a “accomodarci” sotto il gonfiabile della partenza.
Il cielo è plumbeo, ma clemente, un fastidioso vento fresco soffia in faccia.
Distribuisco tanti sorrisi e un bel po' di castronerie alla sconosciuta podista accanto a me, ma sotto sotto la preoccupazione è tanta. Mi sembra la prima volta, eppure non lo è.... ce la farò a macinare questi 18Km trail in maniera, se non eroica, almeno dignitosa?
Mentre questo e altri mille pensieri mi attanagliano, è arrivato il momento di partire: niente di più facile. Un piede avanti e l'altro che lo segue, per “soltanto” 18km. Qualsiasi fondo, qualsiasi condizione meteo, qualsiasi condizione fisica. Contro tutto e contro tutti.
Solite storie: si corre a singhiozzo, troppo traffico, il sentiero è saturo. Sarà così per almeno 1Kmetruccio. Meglio così, mi servirà da riscaldamento, che al solito, non ho fatto.
“Viva gli sposiiiiiiiiii”, urla il solito buontempone nel gruppo. Rido, ma intanto il cuore sale insieme all'inclinazione e un certo senso di fatica si fa sentire. Mi pare non sia giornata.
Non mollo: l'inclinazione sale ancora e cambia il fondo, si passa dal sassoso al terroso e il respiro si fa sempre più affannoso, ma non mollo. Passerà.
Cambia di nuovo il fondo, sassoso su terra lente, l'inclinazione si fa “impossibile”. Decido di non mollare finché posso, sarà così fino a metà salita, dopo di chè passo a una camminata “Mario del Lungo Style”, fino a quando non arriverò all'apice della salita.
Una volta giunti al massimo dislivello, si riparte a correre davvero e con la testa girata a destra verso un magnifico paesaggio, ci tuffiamo in discesa. Decido di scendere giù tranquillo, senza cercare imprese inutili, rispettoso dei miei poveri 43enni ginocchi.
Una discesa non facile, che non fa mancare niente: Duro ripido, morbido, pietraia, strada bianca, morbido erboso, il tutto intramezzato da paesaggi mozzafiato e passaggi in borghi caratteristici dove fare il ristoro è doppiamente piacevole.
Si scollina San Gusmè e ci si butta giù nella più splendida vigna per podisti mai vista, le gambe accelerano da sé, ma una sensazione spiacevole inizia a darmi noia. Una maglina di troppo che avevo messo sotto la divisa sociale, è diventata una cinghia che mi strozza e mi tormenterà per diversi Km fino a che, stanco di sopportare la situazione, non mi fermo a lottare con le due magliette che nel frattempo sono diventate acqua, si sono impigliate e sono erroneamente spillate insieme al pettorale, dando vita ad una scena di lotta libera con due stracci, che penso diversi podisti avranno apprezzato. Nel frattempo mi superano Rossana e Monica, che rassicuro sul mio buono stato mentale.
Riparto con il fastidio della maglina in mano, ma non più indosso, ritorno turbo e recupero un po' del tempo perso. Mi stabilizzo, ma mi ritrovo di nuovo in una situazione difficile: la vicinanza con la NinfoPodista.
Ci mancherebbe altro: ognuno soffre come vuole, ma io ero già arrabbiato per quella maglina, correre con una accanto che fa “Ohhhh Uhhhh Ahhhh Ohhh Uhhhh Ahhh”. Ci son tre possibilità: O si tromba, o tu smetti, o ri-accellero. Scelgo la terza, per poi ritrovarmi in condizioni di quasi-apnea al ristoro di Villa Arceno, ma libero anche dalla NinfoPodista.
Eccolo lì, l'ultimo dramma di oggi: il ristoro di Villa Arceno: Crostate, panini con la nutella, salame dolce , Coca Cola pareva di essere alla “sagra del diabetico”! Poi ho pensato a quella nazista dell'OSMA che mi tiene a dieta e le punizioni infami che mi avrebbe inflitto... ho buttato la maglietta nel secchio, ho preso un bicchiere di sali e son ripartito, felice, finalmente senza quella cavolo di maglietta sudicia e puzzolente che tenevo in mano da 4 Km e che mi impediva di correre con i braccini bassi.
Per il resto, ordinaria amministrazione, ultima discesa a ritmo agile, ultima salita a ritmo cadavere e ultimo Km a ritmo splendido, con il quale mi sono presentato sul traguardo a braccio alzato e sorriso smagliante (lo so, era finto, ma il pubblico mica lo sapeva?).L'ultima sorpresa me la fa il telecronista che al mio taglio del traguardo esclama “ed ecco sul traguardo Michele Olimpi” fra gli sguardi stupidi del pubblico che si chiedeva, “ma chi cavolo è questo Michele Olimpi?”
giovedì 17 ottobre 2013
"QUEL RAMO DEL LAGO ... bello, bello ... bello davvero" by Stefano
Anche
questa domenica 13 ottobre il nostro gruppo podistico ha partecipato
su più fronti a diverse competizioni.
David
in solitario alla Mezza di Pisa realizzando un buon 1h e 32m.
Il
gruppo più numeroso alla classica autunnale di Firenze Corri La
Vita. Lasciando ad altri il commento della corsa, si evidenzia subito
l’ottimo tempo realizzato da Mario Fratini con 1h e 1m e di
Giancarlo Secci con 1h e 7m per percorrere la distanza di 13,6 km.
Un
altra frangia del gruppo si è diretto invece verso Malcesine (VR)
per 7° LAKE GARDA MARATHON.
Come
di consueto per le corse fuori regione, la partenza è stata prevista
di sabato, in un’auto Maurizio, Serena e Santina (Caricentro)
e loro pargoli, in altra auto Chiara e Filippo (Zero Positivo),
Rossana, Angela e io.
Nella
mattinata del sabato, Maurizio con la scusa di far visitare ai
ragazzi lo zoo safari vicino a Verona, è stato visto indugiare
davanti ad antilopi e gazzelle con block notes, cercando di carpire
da questa fauna, la leggerezza e la velocità che li
contraddistinguono nella corsa, da replicare il giorno seguente nella
competizione.
Gli
altri invece, arrivati al lago hanno fatto sosta presso un buon
ristorante e poi, oziando al sole sulla riva per il “chilo”
pomeridiano, con l’aria frizzantina per le nevicate che nella notte
avevano imbiancato le vette del monte Baldo.
La
vista nell’insieme era suggestiva anzi "bella, bella … ma bella
davvero” … a detta di Chiara.

Il
proseguo della giornata come nei canoni: ritiro pettorali, visita al
paese e per chiudere cena pregara.
La
cena pre-gara percorre sempre degli argomenti consolidati. Stati di
forma approssimativi, dolori, acciacchi ecc, mai uno che stia bene …
e poi le tabelle di corsa per il giorno successivo.
La
mattina della gara tempo nuvoloso, temperatura sotto i dieci gradi,
ideale per correre, al gruppo si aggiunge anche Emilia da Crema con
consorte e amica anche lei in preparazione di una Maratona però
d’oltreoceano.
Pronti
via, da Malcesine il gruppone parte secondo tabella, con battistrada
Filippo che detta i tempi, facendo anche servizio bar volante, per
evitare le fermate ai ristori. Io mi attardo fin dalla partenza con
passo più blando, cercando di gustarmi il paesaggio e trovare nel
percorso un ramo, anche per questo lago, che fosse degno di nota …
A
Torbole al traguardo dei trenta, arrivano con un ottimo tempo e sotto le tre ore, Chiara,
Angela e l’Emilia da Crema, un po’ più indietro Rossana e poi
con calma e senza ramo, taglio anche io il traguardo. Nel mentre che
aspettiamo i restanti, che invece hanno proseguito per la distanza più
lunga dei 42.195 km, chiedo resoconto agli acquatici del posto sulla
gara appena conclusa.
Ma
in meno di quattro ore ecco all’arrivo Santina fustigata e guidata
da Filippo, subito poco dopo Maurizio con aria ancora pensante agli
appunti presi il giorno prima.
Con
aliscafo siamo rientrati in albergo per la meritata doccia, e dopo un
trancio anonimo di pizza abbiamo fatto rientro a casa, con ancora
una medaglia da mettere al collo e la soddisfazione di aver passato
un week end bello, bello … ma bello davvero.
Alla
prossima ….
“Correre
mi ha insegnato che perseguire una passione è più importante della
passione stessa” (Dean Karnazes)
lunedì 7 ottobre 2013
"QUANDO FINISCE UN AMORE" ... non è stata solo corsa al Trail del Borbotto
12 maggio 2013 - "Trail del Borbotto" non è stato solo una giornata di una competizione sportiva, non è stato solo il
piacere di passare una giornata correndo e camminando per i sentieri
in uno splendido paesaggio sul monte Falterona, non è stato solo
concludere una giornata di sport degustando un pasto in allegria
insieme a tanti amici. Al Trail del Borbotto si è consumata anche la fine di una relazione sentimentale.
Lei
dopo qualche giorno ci ha inviato una mail dove ci ha raccontato la
sua tristezza e l’epilogo di questa sua storia d’amore.
L’abbiamo
ritrovata dopo qualche mese, ancora su un percorso Trail, ma come
dice lei nella lettera, “con una nuova farfalla posata sul palmo
della mano”.
Solo
ora, quindi, pubblichiamo la sua mail, aspettandola al prossimo Trail
del Borbotto “con la felicità nel cuore”.
A
te ….. un grande saluto e un abbraccio da tutto il nostro gruppo.
martedì 1 ottobre 2013
"La Magia di SAN GALGANO" by Angela
Come sempre
l’appuntamento domenicale è fissato “prestino”, neppure le
sette del mattino, e lì, al solito Niccheri, puntuali ci ritroviamo,
siamo un bel gruppetto, come mostrano le foto scattate da Luciano
ormai fotoreporter professionista.
All’appello manca
Valdemaro una brutta tosse gli impedisce di venire, invece Vito, in
versione volontario per i mondiali di ciclismo, passa a salutarci.
Velocemente raggiungiamo
in macchina San Galgano, la chiesa con la sua imponenza attira gli
occhi dei partecipanti, il cielo plumbeo e minaccioso la incornicia e
la rende ancora più affascinante.
Eccoci raggruppati,
tutti pronti ad affrontare la seconda edizione della San Galgano Run,
il tracciato è stato modificato rendendolo un po’ più trail
rispetto all’anno passato così informa lo speaker.
Il percorso si presenta
subito impegnativo, in più la pioggia che ci accompagnerà, più o
meno insistente, per tutta la corsa, rende il terreno scivoloso e
mantenere l’equilibrio sarà a volte difficile.
L’ascesa verso
Chiusdino, arroccato e silenzioso sul colle, mette tutti alla prova,
quest’anno è stato scelto un sentiero nel bosco piuttosto della
strada asfaltata. Il percorso attraversa una campagna domata dal
lavoro dei contadini; con la pioggia il paesaggio si veste con i
colori dell’autunno e i profumi del bosco si fanno più intensi.
Entrare a Chiusdino è
come fare un salto indietro nel tempo, il paese conserva ancora
antichi selciati come i gradini in travertino che, bianchi e porosi,
diventano lucidi sotto la pioggia.
Si fa sosta lì, nel
cuore del paese, dove il ristoro allestito permette di fermarsi e di
“respirare”quell’aria ancora medievale. Un attimo, e poi giù
dalla cima verso i campi ordinati, i vigneti in file perfette, il
terreno ormai inzuppato diventa a volte una piscina e ci si riscopre
bambini affondando i piedi nelle pozze fangose.
Passando, un contadino
spettatore sulla aia di casa, commenta”…eh l’acqua la ci
vole!!!!” un modo discreto per dire arrangiatevi!! Avanti ancora,
come una fisarmonica, il sentiero si allarga e si restringe fino ad
arrivare a quel bosco che corre di lato alla chiesa e che le arriva
alle spalle, poi l’ultima salita, l’ultima fatica, infine il
traguardo.
Abbiamo tutti terminato
la prova, sia chi ha corso la mezza, sia chi ha scelto il percorso
più breve; Mario, David e Maurizio sempre velocissimi, Giancarlo e
Grazia sono saliti sul podio, bravi come sempre e in più ci siamo
qualificati al quinto posto come società, ritirando un premio
appetitoso!!!! vedi le foto con Milena, Monica e le foto della Grazia
e Giancarlo.
Durante il pasta party
abbiamo festeggiato il compleanno di Grazia, brindando tutti insieme
e le foto testimoniano l’allegria del momento…….
E poi che dirti, caro
Michele, stavolta Monica e Andrea sono arrivati “molto prima”
dell’ambulanza……..il mistero s’infittisce come la nebbia che
sale dai campi bagnati e avvolge San Galgano!!!!
Alla prossima.
Angela
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