sabato 31 agosto 2013

martedì 2 luglio 2013

"Scarpe al Chiodo" - di Stefano

L’obiettivo stagionale era ormai conseguito, era quasi impensabile inserire nel breve un’altra gara impegnativa. Le aspettative di inizio stagione erano soddisfatte, il fisico che chiedeva un po’ di riposo, la voglia di correre un po’ latitante. E invece, nella testa scatta qualcosa che ti fa pensare “fatto trenta facciamo trentuno” e così è partita l’iscrizione alla 50 km “Pistoia – Abetone”.
L’obiettivo non era certo conseguire “un tempo”, ma solo arrivare, in una gara dura e atipica, dove 31 dei 50 km previsti sono fatti di salite e che salite!. Ma questo il lato positivo. Le mie gambe e la testa sembravano rifiutare pianura e discesa ma accettare la salita, pur con velocità ridotte.
La compagnia del Passatore era decimata, alla partenza oltre me, solo due “marziani” in velocità, Filippo (Zero Positivo) e David per la seconda volta su questo tracciato. Si presentava quindi una corsa in solitario, differentemente quindi dalle volte precedenti. Ma oramai eravamo in ballo e quindi in una fresca splendida giornata di sole …. “VIA” si parte … ancora 50 km e poi finalmente…
Una strada conosciuta, fatta tante altre volte, ma sempre in auto per raggiungere le cime innevate nelle giornate dedicate allo sci. Dopo pochi km, subito la salita delle Piastre con pendenze impegnative, le gambe sono ancora fresche, si procede quindi con un’alternanza programmata di corsa e cammino. Da Gavinana la discesa verso San Marcello (30° Km), traguardo per molti, intermedio per i più audaci. Per l’esperienza di chi aveva già fatto la competizione, siamo solo a metà del tempo che occorre per arrivare al traguardo. Ancora tre km di discesa impegnativa e poi da La Lima iniziano gli ultimi difficili 17 km che portano all’arrivo dell’Abetone.
Da qui alla fine è stato un faticoso procedere di tratti brevi di corsa e cammino, un mentale continuo riproiettare il tempo finale, km dopo km. L’importante è arrivare, è vero, ma almeno sotto le sette ore! E dopo Casotti, Pianosinatico, Cecchetto, Le Regine, finalmente le Piarmidi all’arrivo, senza respiro, in 6’ 45”. Gli altri già da tempo arrivati al traguardo, lavati, pettinati e asciugati; Filippo sempre più “marziano” 4’ 57”, David più umano si è dovuto fermare dopo i 42 km per infortunio.
Quindi, dopo un semestre di competizioni impegnative, anche se corse a basse velocità, periodo per me difficilmente replicabile e al di sopra di ogni buon proposito di inizio anno, con due Maratone, due 50 km, il Passatore e tante altre gare su distanze più brevi, finalmente era arrivato il momento, quasi come un gesto liberatorio …

SCARPE AL CHIODO” … in attesa di riscoprire la voglia e il piacere di correre senza avere nella testa traguardi da raggiungere, cercando di ritrovare una freschezza atletica passando anche attraverso altri sport, magari provando a riprogrammare obiettivi autunnali con l’auspicio di scendere sui tempi personali, ma al momento … “SCARPE AL CHIODO”.

stefano

Siamo rimasti in pochi ad andare così piano,
 ma abbiamo un grande cuore”    (stefano)





sabato 29 giugno 2013

FONTESANTA BY NIGHT

Rieccoci....sta diventando una consuetudine! Per il terzo anno ci siamo ritrovati in Fontesanta per farci un giro nei boschi in un orario non certo consueto. Gli anni passati era un appuntamento in attesa del trail che organiziamo in giugno e, quindi, le giornate primaverili fìnivano ben prima e la partenza per il giro, verso le 20,00, avveniva con il buio in compagnia delle torce elettrriche. Quest'anno, il 25/6, giornata estiva con il massimo di luce, nonostante qualcuno si fosse ugualmente portato dietro  le torce frontali, ce la siamo fatta tutta con il chiarore della sera accompagnati, nel finale, da un bel tramonto rosso.
Non era partita molto bene; un forte temporale aveva squassato il bosco creando torrenti d'acqua che rischiavano di allagarci persino la griglia coperta, indispensabile per il nostro terzo tempo ma poi, il meteo, si è ricordato che siamo in estate e le nubi, pian piano, si sono diradate.
Intanto lo Zero, sotto l'acqua scrosciante, incappucciato in un
impermeabile che lo faceva assomigliare a cappuccetto "giallo" si era procurato la legna per il fuoco disboscando mezzo bosco e già Roberto si dava da fare per far "prendere" quei legni fradici.
Ce n'è voluta per accordare tutti i suoni ma, finalmente, foto di gruppo
e.. partenza

Devo dire che è sempre bello e particolare correre sui sentieri di Fontesanta, soprattutto dopo un acquazzone come quello che c'era stato; i profumi intensi riempivano l'aria attraversando il boschetto che costeggia il lago verso il "Fico".
Siamo scesi giù abbastanza veloci per poi piantarci nella salita che porta fino ai ripetitori che quasi tutti abbiamo camminato più che corso. Ma ne è valsa la pena; dai circa 700 mt del punto più alto potevamo far scorrere lo sguardo su tutto il valdarno!
Siamo poi scesi verso Panzalla per imboccare, quindi, la maremmana che ci avrebbe riportato verso il rifugio.
Qui, con Paolo, abbiamo avuto anche un incontro con un bel capriolo che ha attraversato il sentiero a pochi metri da noi inoltrandosi in salita, verso il bosco, con balzi leggeri ma potenti.
Dopo circa 9 chilometri abbiamo terminato il giro tornando al rifugio dove, nel frattempo, qualcuno aveva provveduto a preparare il famoso "terzo tempo". Qualcuno arrostendosi al fuoco, qualcun'altro in attesa ad annusare il profumo

E finalmente a tavola......




Il commento più gettonato, alla fine, era:  "bisogna proprio farlo più spesso".

ALLA PROSSIMA!!!!!!!!