Il podismo è anche uno stile di vita, non soltanto una disciplina sportiva: il correre rappresenta una crescita interiore, un misurarsi con se stessi, tornare a casa stanchi ma consapevoli di aver raggiunto un obiettivo, avere dentro lo spirito gioioso del faticare. Con questo blog intendiamo avvicinare le persone al nostro sport o al nostro gruppo, certi che chiunque lo farà, non avrà sicuramente modo di pentirsene.
martedì 30 luglio 2013
martedì 2 luglio 2013
"Scarpe al Chiodo" - di Stefano
L’obiettivo
stagionale era ormai conseguito, era quasi impensabile inserire nel
breve un’altra gara impegnativa. Le aspettative di inizio stagione
erano soddisfatte, il fisico che chiedeva un po’ di riposo, la
voglia di correre un po’ latitante. E invece, nella testa scatta
qualcosa che ti fa pensare “fatto trenta facciamo trentuno” e
così è partita l’iscrizione alla 50 km “Pistoia – Abetone”.
L’obiettivo
non era certo conseguire “un tempo”, ma solo arrivare, in una
gara dura e atipica, dove 31 dei 50 km previsti sono fatti di salite
e che salite!. Ma questo il lato positivo. Le mie gambe e la testa
sembravano rifiutare pianura e discesa ma accettare la salita, pur
con velocità ridotte.
La
compagnia del Passatore era decimata, alla partenza oltre me, solo
due “marziani” in velocità, Filippo (Zero Positivo) e David per
la seconda volta su questo tracciato. Si presentava quindi una corsa
in solitario, differentemente quindi dalle volte precedenti. Ma
oramai eravamo in ballo e quindi in una fresca splendida giornata di
sole …. “VIA” si parte … ancora 50 km e poi finalmente…
Una
strada conosciuta, fatta tante altre volte, ma sempre in auto per
raggiungere le cime innevate nelle giornate dedicate allo sci. Dopo
pochi km, subito la salita delle Piastre con pendenze impegnative, le
gambe sono ancora fresche, si procede quindi con un’alternanza
programmata di corsa e cammino. Da Gavinana la discesa verso San
Marcello (30° Km), traguardo per molti, intermedio per i più audaci.
Per l’esperienza di chi aveva già fatto la competizione, siamo
solo a metà del tempo che occorre per arrivare al traguardo. Ancora
tre km di discesa impegnativa e poi da La Lima iniziano gli ultimi
difficili 17 km che portano all’arrivo dell’Abetone.
Da
qui alla fine è stato un faticoso procedere di tratti brevi di corsa
e cammino, un mentale continuo riproiettare il tempo finale, km dopo
km. L’importante è arrivare, è vero, ma almeno sotto le sette
ore! E dopo Casotti, Pianosinatico, Cecchetto, Le Regine, finalmente le Piarmidi all’arrivo, senza respiro, in 6’ 45”. Gli
altri già da tempo arrivati al traguardo, lavati, pettinati e
asciugati; Filippo sempre più “marziano” 4’ 57”, David più umano si è dovuto fermare dopo i 42 km per infortunio.
Quindi,
dopo un semestre di competizioni impegnative, anche se corse a basse
velocità, periodo per me difficilmente replicabile e al di sopra di
ogni buon proposito di inizio anno, con due Maratone, due 50 km, il
Passatore e tante altre gare su distanze più brevi, finalmente era
arrivato il momento, quasi come un gesto liberatorio …
“SCARPE
AL CHIODO” … in attesa di riscoprire la voglia e il piacere
di correre senza avere nella testa traguardi da raggiungere, cercando di ritrovare una
freschezza atletica passando anche attraverso altri sport, magari
provando a riprogrammare obiettivi autunnali con l’auspicio di
scendere sui tempi personali, ma al momento … “SCARPE AL
CHIODO”.
stefano
“Siamo rimasti in pochi ad andare così piano,
ma abbiamo un grande cuore” (stefano)
sabato 29 giugno 2013
FONTESANTA BY NIGHT
Rieccoci....sta diventando una consuetudine! Per il terzo anno ci siamo ritrovati in Fontesanta per farci un giro nei boschi in un orario non certo consueto. Gli anni passati era un appuntamento in attesa del trail che organiziamo in giugno e, quindi, le giornate primaverili fìnivano ben prima e la partenza per il giro, verso le 20,00, avveniva con il buio in compagnia delle torce elettrriche. Quest'anno, il 25/6, giornata estiva con il massimo di luce, nonostante qualcuno si fosse ugualmente portato dietro le torce frontali, ce la siamo fatta tutta con il chiarore della sera accompagnati, nel finale, da un bel tramonto rosso.
Non era partita molto bene; un forte temporale aveva squassato il bosco creando torrenti d'acqua che rischiavano di allagarci persino la griglia coperta, indispensabile per il nostro terzo tempo ma poi, il meteo, si è ricordato che siamo in estate e le nubi, pian piano, si sono diradate.
Intanto lo Zero, sotto l'acqua scrosciante, incappucciato in un
impermeabile che lo faceva assomigliare a cappuccetto "giallo" si era procurato la legna per il fuoco disboscando mezzo bosco e già Roberto si dava da fare per far "prendere" quei legni fradici.
Ce n'è voluta per accordare tutti i suoni ma, finalmente, foto di gruppo
e.. partenza
Devo dire che è sempre bello e particolare correre sui sentieri di Fontesanta, soprattutto dopo un acquazzone come quello che c'era stato; i profumi intensi riempivano l'aria attraversando il boschetto che costeggia il lago verso il "Fico".
Siamo scesi giù abbastanza veloci per poi piantarci nella salita che porta fino ai ripetitori che quasi tutti abbiamo camminato più che corso. Ma ne è valsa la pena; dai circa 700 mt del punto più alto potevamo far scorrere lo sguardo su tutto il valdarno!
Siamo poi scesi verso Panzalla per imboccare, quindi, la maremmana che ci avrebbe riportato verso il rifugio.
Qui, con Paolo, abbiamo avuto anche un incontro con un bel capriolo che ha attraversato il sentiero a pochi metri da noi inoltrandosi in salita, verso il bosco, con balzi leggeri ma potenti.
Dopo circa 9 chilometri abbiamo terminato il giro tornando al rifugio dove, nel frattempo, qualcuno aveva provveduto a preparare il famoso "terzo tempo". Qualcuno arrostendosi al fuoco, qualcun'altro in attesa ad annusare il profumo
E finalmente a tavola......
Il commento più gettonato, alla fine, era: "bisogna proprio farlo più spesso".
ALLA PROSSIMA!!!!!!!!
Intanto lo Zero, sotto l'acqua scrosciante, incappucciato in un
impermeabile che lo faceva assomigliare a cappuccetto "giallo" si era procurato la legna per il fuoco disboscando mezzo bosco e già Roberto si dava da fare per far "prendere" quei legni fradici.
Ce n'è voluta per accordare tutti i suoni ma, finalmente, foto di gruppo
e.. partenza
Devo dire che è sempre bello e particolare correre sui sentieri di Fontesanta, soprattutto dopo un acquazzone come quello che c'era stato; i profumi intensi riempivano l'aria attraversando il boschetto che costeggia il lago verso il "Fico".
Siamo scesi giù abbastanza veloci per poi piantarci nella salita che porta fino ai ripetitori che quasi tutti abbiamo camminato più che corso. Ma ne è valsa la pena; dai circa 700 mt del punto più alto potevamo far scorrere lo sguardo su tutto il valdarno!
Siamo poi scesi verso Panzalla per imboccare, quindi, la maremmana che ci avrebbe riportato verso il rifugio.
Qui, con Paolo, abbiamo avuto anche un incontro con un bel capriolo che ha attraversato il sentiero a pochi metri da noi inoltrandosi in salita, verso il bosco, con balzi leggeri ma potenti.
Dopo circa 9 chilometri abbiamo terminato il giro tornando al rifugio dove, nel frattempo, qualcuno aveva provveduto a preparare il famoso "terzo tempo". Qualcuno arrostendosi al fuoco, qualcun'altro in attesa ad annusare il profumo
E finalmente a tavola......
Il commento più gettonato, alla fine, era: "bisogna proprio farlo più spesso".
ALLA PROSSIMA!!!!!!!!
domenica 9 giugno 2013
giovedì 6 giugno 2013
Road Book Trail Fontesanta 2013
Si parte dal rifugio di Fontesanta (mt.580 slm) e la direzione è quella dello stradone da dove si raggiunge San Donato ma, appena arrivati al pratone si prende il sentiero sulla sinistra e lo si segue per alcune centinaia di metri fino ad incrociare un nuovo, stretto, sentiero,(1° punto staff) sulla sinistra che prenderemo scendendo di quota.
rifugio dove troveremo il primo ristoro. Proseguiremo nuovamente verso il pratone e imboccheremo la strada bianca che porta a San Donato. Fatti circa 750 mt., prendiamo per un sentiero a sinistra che si inoltra nel bosco.
(3° punto staff organizzazione). Si tratta di percorrere, ora, circa 2 chilometri
immersi in questo boschetto tramite un sentiero single track piacevole da percorrere senza tratti particolarmente difficili, per poi arrivare ad uno spiazzo proprio davanti al convento di Montisoni con sullo sfondo il bellissimo panorama di Firenze. (mt. 400 slm)(4° punto staff organizzazione).
Si prende a sinistra costeggiando una casa di contadini che teniamo alla nostra destra e dopo circa 750 mt. , con dei facili saliscendi si arriva ad incrociare la strada asfaltata del LONCHIO (unico tratto di asfalto di neppure 100 mt.) Attenzione; qui non ci sarà nessuno dell'organizzazione ma è impossibile sbagliare perchè ci saranno fettucce bianco/rosse molto ravvicinate che accompagneranno gli atleti su in salita verso un sentiero, sempre sulla sinistra chiuso da una sbarra facilmente superabile.
Qui comincia un chilometro circa di salita abbastanza impegnativa per arrivare al Gambassini (mt. 510 slm)dove dobbiamo girare a destra lungo una rete e poi subito a sinistra (5° punto staff organizzazione).
Si continua su sentieri in signle treck con continui saliscendi che ci mantengono più o meno alla stessa quota fino a ritrovarsi a costeggiare un campo, alla nostra destra, è la fattoria Smith,anch'essa a destra.
Troveremo un recinto per cavalli che aggireremo salendo a sinistra per qualche
metro e poi proseguendo sul sentiero centrale con i cavalli alla nostra destra.
(6° punto staff organizzazione)
Proseguiremo sul sentiero fino ad incrociare la vecchia “strada maremmana”
(7° punto staff organizzazione – controllo e ristoro).(mt. 542 slm).
Abbiamo percorso, fino ad ora, 9 chilometri circa e chi è intenzionato a fare il percorso corto deve prendere a sinistra e risalire la “vecchia maremmana”
per circa 1 chilometro ed arrivare così al traguardo.
Chi, invece, fa il percorso lungo deve girare a destra e scendere per il sentiero per circa 700 metri per continuare, poi, sulla sinistra seguendo le fettucce bianco/rosse. Continuiano sul sentiero fino a trovare, sulla ns. destra, una villetta (Batino). Andiamo avanti, sempre sullo stesso sentiero (occhio alle
fettucce bianco/rosse) fino ad incrociare una ampia strada bianca (loc. Panzalla). Abbiamo percorso, a questo punto, circa 12 km. Rimanendo più o meno alla stessa quota (500 mt. Slm) (8° punto staff organizzazione). Ma ora dobbiamo prendere a sinistra e cominciare a salire, per circa un chilometro ed
arrivare così in cima a “Poggio di Casa al Monte” (mt. 620 slm) dove troveremo il ristoro (9° punto staff organizzazione).
Comincia qui la parte più tecnica del percorso; infatti prenderemo a destra e
cominceremo a scendere su un “single track” dove dobbiamo prestare attenzione per ritrovarci, dopo circa 1,500 metri a 415 mt slm.
Continuiamo a scendere imboccando una larga strada bianca per circa 100 metri per poi imboccare il sentiero sulla sinistra seguendo il cartello “casa Monaca” (10° punto dello staff organizzazione).
Si comincia a risalire, e dopo un po' la salita sarà molto ripida, (attenzione alle fettucce bianco/rosse,poco dopo l'inizio della salita si può sbagliare. Dobbiamo prendere il sentiero a sinistra) che in circa 1.700 mt ci riporta al punto del ristoro dove è posto il controllo.(620 mt. Slm).
Abbiamo sin qui percorso poco più di 16 km e il più è fatto. Si continua su un bel sentiero con tre corti tratti in ripida salita (circa 100 mt. Ciascuno) per arrivare, finalmente, a “Poggio Firenze”, il punto più alto (690 mt slm). Passiamo sotto i ripetitori, che troviamo alla nostra sinistra, continuando il sentiero verso S. Donato per poi, dopo circa 1.700 mt dai ripetitori, prendere un piccolo sentiero sulla sinistra (11° punto dello staff organizzazione). Entriamo in un boschetto su un sentiero che ci riporta, senza strappi particolari, costeggiando un bel laghetto che troveremo sulla nostra sinistra, fino al pratone di Fontesanta e poi all'arrivo dopo 21 km.
Road Book Trail Fontesanta 2013
Volantino Trail Fontesanta 2013
Come arrivare al Rifugio di Fontesanta (con Google Maps)
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